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    Home Cosa facciamo iniziative 5DIC|CORTEO: Un popolo in cammino contro le camorre, per la giustizia sociale!

    5DIC|CORTEO: Un popolo in cammino contro le camorre, per la giustizia sociale!

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    5 dicembre, ore 10:30, piazza Dante


    UN POPOLO IN CAMMINO

    contro le camorre, per la giustizia sociale

    [evento facebook]

    NOI CI SAREMO! E invitiamo tutti a partecipare!

     

    PERCHÉ SIAMO IN PIAZZA?

    Siamo stanchi di piangere i nostri fratelli e amici uccisi dalla camorra.

    Perché siamo stanchi per questa vita senza lavoro e senza soldi, senza diritti, stanchi di vivere in quartieri dove non c’è nulla, di dover emigrare, di doverci sempre arrangiare…

    Ma oggi non siamo scesi in piazza per lamentarci e sentire le solite promesse, siamo qui per gridare, per conoscerci, per organizzarci.

    Gridare che i nostri quartieri sono pieni di persone per bene, oneste e rispettose del prossimo, che i camorristi sono una minoranza che campa sulle nostre spalle, che sfrutta la nostra disperazione, gente che noi rifiutiamo perché non ama la propria terra. Conoscerci, per mettere in comune le nostre speranze e idee per uscire fuori da questa situazione. Organizzarci per intervenire ogni giorno sui nostri territori e fare dei passi in avanti.

     

    PERCHÉ NON SI RIESCE A SCONFIGGERE LA CAMORRA? DAVVERO È COSÌ FORTE?

    La camorra è ancora un grosso problema, ma non è forte come sembra. Numericamente parliamo di poche migliaia di persone su un’area di tre milioni. I suoi arsenali non sono niente di fronte a quelli dello Stato. Dal punto di vista del consenso sociale, la maggioranza delle persone, anche nei quartieri popolari, non sta con la camorra. Magari ne ha paura, ma li schifa.

    La camorra non è nemmeno una questione di mentalità, come se noi napoletani o noi poveri fossimo criminali per nascita. Date un lavoro decente e ben pagato a un ragazzo che oggi vede in quel crimine una risorsa per lui e per la sua famiglia e poi vedete se preferisce morire o finire in prigione rispetto al vivere una vita serena e piena di possibilità!

    Inoltre negli ultimi anni la camorra è in crisi. Girano meno soldi ed allora ha anche meno consenso, dà lavoro a meno gente, quindi sono sempre meno le persone che ne riconoscono l’autorità… Allora perché lo Stato non si riesce a sconfiggere la camorra? Perché non può o non vuole.

    Lo Stato sa benissimo chi sono e dove sono i camorristi. Spesso le caserme delle forze dell’ordine sono situate a poche centinaia di metri da grosse piazze di spaccio. Ma l’ordine che viene dall’alto è quello di lasciar stare, fermare ai posti di blocco solo qualche povero dio, e ogni tanto tirare fuori delle operazioni “spettacolari”, arrestando qualche capo. Perché la camorra è innanzitutto una forma di governo del territorio, un’economia illegale perfettamente intrecciata al mondo “legale”. I camorristi fanno affari con grossi imprenditori, spesso sono loro stessi imprenditori, mettono i soldi nelle banche più importanti, sono legati a doppio filo con politici e amministratori, con i quali si scambiano favori in cambio di pacchetti di voti.

    Lo Stato non vuole e non può agire contro le organizzazioni malavitose innanzitutto perché per una parte vi è direttamente legato, per un’altra parte perché, se sgominasse queste organizzazioni dovrebbe dare delle risposte a tante persone che, perdendo le proprie fonti di sostentamento, comincerebbero a pretendere giustamente lavoro, casa e diritti. Sarebbe una miscela esplosiva, rivoluzionaria.

    E ALLORA? COSA POSSIAMO FARE NOI?

    Se così stanno le cose, solo noi possiamo salvarci. Solo noi che subiamo la camorra possiamo combatterla.

    D’altra parte così è stato anche in passato: quando c’erano forti lotte sociali la camorra scompariva, perdeva di senso, perché molte persone avevano un’alternativa, una prospettiva. Quando si occupa uno spazio, si fa un’associazione, si mettono al lavoro le persone, quando si dà una speranza, la camorra viene sconfitta.

    È questo quello che dobbiamo fare, è per questo che oggi siamo in piazza. Dobbiamo conoscerci, organizzarci, spingere per avere lavoro, scuola, ospedali, servizi, sviluppo, investimenti sui nostri quartieri. Così che nessuno più debba chiedere il favore a qualcuno per lavorare, debba dipendere da un clan, debba essere obbligato a chinare la testa!

    Insieme ce la possiamo fare! Potere al popolo!

    EX OPG OCCUPATO “JE SO’ PAZZO”

    Via Imbriani, angolo Salvator Rosa

    jesopazzo.org; cercaci anche su Facebook e Twitter!

    Ultimo aggiornamento ( Venerdì 04 Dicembre 2015 16:03 )  

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