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    Home Lotte e movimenti antimperialismo 66 anni di Nakba, 66 anni di Resistenza. Palestina libera!

    66 anni di Nakba, 66 anni di Resistenza. Palestina libera!

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    NakbaDay: qui la diretta della giornata di Nenanews!

    Sono ormai passati 66 da anni da quando il neonato Stato d'Israele, costringeva alla fuga e deportava oltre 750mila palestinesi, distruggendone i villaggi, le città, le strade. Da quel vicinissimo 1948, per migliaia e migliaia di giovani e vecchi, donne e uomini arabi palestinesi è cominciata la Nakba, la "catastrofe": sradicati dalla propria terra, spogliati ad ogni costo della propria identità e dai propri legami, perseguitati dallo Stato d'Israele e dal tacito consenso dei suoi supporter economici e politici (inclusa la "nostra" Italia, non ci stancheremo mai di ripeterlo).

    Cancellata dai libri di scuola, osteggiatone in ogni modo il ricordo (pensiamo alle tante proposte di legge presentate negli ultimi anni alla Knesset, il parlamento israeliano, proprio contro la commemorazione palestinese del 15 maggio), la Nakba non è e non va trattata come una semplice ricorrenza.

    Innanzitutto perchè il dramma di quei 750 mila resta ancora senza soluzione: ai profughi palestinesi costretti nei campi in Libano o in Siria non viene ancora oggi riconosciuto il diritto a poter tornare nella propria terra. Una ferita tutt'altro che chiusa, visto che il progetto criminale sionista e le forze che lo sostengono sono ancora in piedi, poco o niente scalfiti nei loro piani folli, continuano  a demolire case, ad abbattere ulivi e devastare campi, ad arrestare e ammazzare migliaia e migliaia di palestinesi. Gaza resta sotto assedio, il barbaro retaggio coloniale della detenzione amministrativa è una pratica repressiva più che consolidata, il muro del'apartheid cresce a vista d'occhio così come le colonie israeliane di cui è a guardia.
    Due ragazzi, di 17 e 22 anni, sono stati uccisi dall'esercito israeliano proprio oggi, mentre chiedevano la liberazione davanti al carcere di Ofer dei detenuti palestinesi in sciopero della fame da 22 giorni.

    La strategia ci pare sempre la stessa: cancellare il passato, senza che ci sia possibilità di elaborare il lutto e di conseguenza incidere sul presente. Tacere su una storia recente fatta sì di violenze, persecuzioni, abusi atroci da parte israeliana ma anche di resistenza, dignità, volontà di continuare ad esistere del popolo palestinese. Privare i palestinesi di un portato di esperienze e  di lotte enormemente conflittuale e potenzialmente sovversivo rispetto all'attualità.

    Ecco perchè - dicevamo - la Nakba non è una semplice ricorrenza né un mero esercizio intellettuale, ma una pratica politica che dovrebbe essere patrimonio nostro e di tutti quelli che ogni giorno si impegnano a contrastare razzismo e discriminazioni di ogni genere.
    Riguarda i palestinesi come riguarda chi prova a costruire una coscienza e una sensibilità diversa a quello che ci circonda, a ricompattare il fronte di chi da sempre subisce abusi e ingiustizie, a rovesciare finalmente il tavolo.
    Per la fine dell'occupazione!
    Per la liberazione di tutti i prigionieri!
    Per il diritto al ritorno!

    Con la resistenza palestinese...fino alla vittoria!

    nakba-15maggio-palestina

    Ultimo aggiornamento ( Giovedì 15 Maggio 2014 15:38 )  

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