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    Home Scuola e università Ferma la Carrozza! Nuovo Dl su scuola e università

    Ferma la Carrozza! Nuovo Dl su scuola e università

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    Sono passati giusto un paio di mesi da quando la Carrozza si vantava di disseminare fondi in giro per gli atenei italiani, probabilmente per ispirare fiducia rispetto ai precedenti ministri dell'istruzione che tutti ricordiamo maggiormente per "politiche di tagli" e qualche stupida gaffe. Già a settembre ci tenemmo a precisare che in realtà c'era poco da esultare poiché, al massimo, quello che il ministro ci stava lanciando era solo qualche brioches per tenerci buoni. Dietro c'era tutt'altro e si rivela oggi più di allora nella sua massima chiarezza: niente di così diverso o in controtendenza rispetto a quanto ci hanno abituati in questi ultimi 20 anni, niente che assomigli vagamente ad università di massa e accessibile a tutti.

    Poi per qualche mese il silenzio: l’istruzione e la proposta di legge sembravano scomparse dal dibattito pubblico troppo concentrato su beghe tra partiti e falsi problemi. Per fortuna, anche tramite mobilitazioni dal basso di diverse forme e forze si è riusciti -in qualche caso di più, in altri di meno- a portare l’attenzione su alcuni temi per noi fondamentali. Pensiamo al 19 ottobre che, tra le tante lotte, è sicuramente stato un megafono fondamentale per i comitati di lotta per la casa, pensiamo alle lotte contro la devastazione ambientale, alle tantissime lotte nel mondo del lavoro purtroppo ancora troppo frammentate, alle lotte per i servizi sociali.
    E poi, all’improvviso, eccoci qua. All’occorrenza pare che il ministro Carrozza si sia risvegliato: attendeva forse il rilancio della nuova Legge di Stabilità?

    E’ del 7 Novembre, infatti, la notizia del nuovo DL Carrozza, che vede come protagonista proprio l'università: in una fase di tagli, dove il bisogno primario è quello di investire sull'oggetto più produttivo, il fine ultimo è quello di individuare il “cavallo vincente”. Proprio in questo senso, infatti, il DL Carrozza è frutto ed espressione diretta della nuova Legge di Stabilità.
    In maniera alquanto esplicita si capisce che quest’ultima provoca un'ulteriore divaricazione della forbice di disparità fra gli atenei: da un lato vediamo gli atenei “virtuosi e di seria A” (i cd. cavalli vincenti), dall'altro gli atenei di “serie B”.
    I criteri di valutazione dipendono innanzitutto da quanto l'ateneo in questione spenda per il personale, da quanto sia in grado di mantenere una certa stabilità economico-finanziaria (relativa all'entrate e alle uscite dei singoli atenei), dall'indicatore di indebitamento e da altri parametri simili. E' evidente, la “regola” è sempre quella: chi meno spende e più guadagna s'inserisce nella categoria di “ateneo virtuoso”, il tutto secondo veri e propri criteri di valutazioni aziendale! Ma perchè? Forse per accattivarsi nuovi finanziamenti pubblici? Chiaramente no! Il Decreto Legge parla chiaro: “Dall'attuazione delle disposizioni di ciascun decreto legislativo di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. (art. 5 comma 2)

    Insomma, questi provvedimenti sono finalizzati esclusivamente ad accattivarsi l'approvazione dei privati, i quali devolveranno i loro finanziamenti agli atenei più “produttivi”, senza che – e su questo il decreto legge non lascia spazio ad interpretazioni – di finanziamenti pubblici se ne veda neppure l’ombra! Niente di nuovo rispetto a quanto abbiamo visto negli ultimi anni, se non una ulteriore forte accelerazione nelle “semplificazioni organizzative e amministrative” di tutto l’apparato burocratico degli atenei, così da rendere più agevole l’ingresso e l’azione dei privati, a cui verrà concessa maggiore libertà di spesa (fino al punto da poter influire anche sugli stipendi dei docenti!), dando un’ulteriore stretta alla ‘’sinergia’’ dei rapporti tra università e aziende.
    Tutto ciò è finalizzato a colmare solo apparentemente le lacune lasciate dai continui tagli ai finanziamenti pubblici ma, in realtà, lascia inalterate le disparità tra gli atenei, anzi le inasprisce! A dimostrazione di questo, viene introdotto anche un articolo che concede ‘’libera scelta’’ per quanto riguarda gli atenei in cui lavorare ai docenti titolari di fondi di ricerca . Un provvedimento che risulterà sicuramente ‘’comodo’’ per i docenti, ma che finirà col penalizzare gli studenti costretti nelle cosiddette università parcheggio, prive di attrattive per potenziali investitori privati.
    Ma gli studenti come si inseriscono in questi meccanismi?
    Lo studente-modello oggi chi è? Che fa?
    Bene, oggi lo studente-modello è proprio quello che si adegua a questi meccanismi di becero arrivismo. Questa corsa al premio di “studente-modello” comporta un notevole cambiamento nella vita di tutti gli studenti, assoggettati sempre più alla frustrazione di “non riuscire” e alla fretta di laurearsi, al non potere più dedicare il proprio tempo a niente altro che al tentativo di ‘’fare carriera’’, facendo in modo che la loro condizione sociale da “studenti centometristi” contribuisca notevolmente all'imbarbarimento della società.

    Schierandoci totalmente contro queste dinamiche di arrivismo, dello “studiare per sfondare”, dell'essere il migliore a tutti i costi, proponiamo un modello di società totalmente diverso da quello propinatoci ogni anno e ogni giorno della nostra vita, che ci conceda lo spazio di vivere e di realizzarci con i nostri tempi. Pretendiamo un’università che sia pubblica e accessibile a tutti, in cui non ci sia posto per l’intervento dei privati e per gli interessi dei padroni. Un’università che sia effettivamente luogo in cui potersi confrontare per poter sviluppare reti di solidarietà ed elementi di coscienza critica necessari per poter almeno provare a organizzarci contro chi continua a mettere i propri profitti davanti alle nostre vite e al nostro futuro! E’ il momento di mobilitarci e di pretendere ciò che ci spetta.

    Quale occasione migliore del 28 novembre? La Carrozza, infatti, sarà a Napoli per incontrare i rettori di tutte le università del Sud Italia, parlando con loro dei problemi che ci riguardano in prima persona, ma di cui siamo costretti a pagare solo le spese! Facciamo in modo di poter dire la nostra!

    >> Lunedì 25 ore 16 Assemblea Pubblica a Palazzo Giusso. Organizziamo l'accoglienza al ministro Carrozza, in visita a Napoli giovedì 28! (evento facebook)

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    Ultimo aggiornamento ( Lunedì 25 Novembre 2013 01:39 )  

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